Chi siamo Le moto I viaggi Eventi In programma Documenti e utilitÓ Link Contatti
i Viaggi dei nostri Lettori
Stampa   Home page      Condividi su Twitter!  Condividi su Google+!  Condividi su LinkedIn!
I viaggi
« Torna all'elenco dei viaggi

ITALIA Adventure Tour 2020
• Dal 17/08/2020 al 28/08/2020
Itinerario:
Mostra la mappa dell'itinerario completo | Firenze, Italia » Diamante, Cosenza » Graniti, Messina » Realmonte, Agrigento » Corleone, Palermo » Palermo » Napoli » Campo Imperatore, Aquila » Braies,Bolzano
Tot. Km percorsi: 4.500


VEDI LA GALLERIA FOTO E VIDEO di questo viaggio


Un anno particolare...accompagnato purtroppo da una pandemia che sembra non avere fine e da un’incertezza di viaggio continua. 
Veniamo all´avventura di quest’anno, parliamo di ciò che ci piace per tentare di distogliere un po’ i pensieri.
 
Abbiamo atteso fin da ultimo per decidere definitivamente cosa “imbastire”, ma l’idea già c’era!!
 
 Poteva essere l’anno giusto per restare nel nostro paese, un paese che spesso non conosciamo così bene come invece conosciamo l’estero. Girare una sola Regione ci sembrava un po’ “limitativo”…così ci siam messi a pianificare percorsi, tempistiche, alloggi ecc.per capire se quello che avevamo in mente sarebbe stato effettivamente possibile.
 
 Insomma alla fine era deciso, saremmo partiti da Firenze, avremmo raggiunto la Calabria, poi da lì saremmo andati in Sicilia e risaliti attraverso l’Abruzzo fino in Trentino.
Ragazzi lasciare la Sicilia e dopo 1 giorno e mezzo ritrovarsi in Trentino era una situazione troppo allettante…
 

TAPPA 1: Firenze - Diamante 

Tappone essenzialmente di trasferimento e necessario per raggiungere la Sicilia via terra. Si, perché in nave da Salerno lo avevamo già fatto qualche anno prima, sicuramente comodo, ma vuoi mettere l’emozione di raggiungere via terra Villa San Giovanni e imbarcarsi sullo stretto? Non è nemmeno da paragonare, date retta ;-)

Abbiamo comunque percorso buona parte della costa calabrese che non avevamo mai visto prima.

 

TAPPA 2: Diamante - Gole dell’Alcantara

Partiti la mattina di buon ora dall’hotel abbiamo percorso il tratto di costa calabrese che ci separava dall’imbarco per la Sicilia a Villa San Giovanni da dove partono continuamente i traghetti che collegano il continente all’isola. E’possibile saldare il costo anche direttamente con Telepass.

Durante la tratta ci avevano detto che era d’obbligo assaggiare gli arancini del traghetto. Confermiamo fermamente!!Fantastici, ma sbrigatevi perché il tempo non sarà molto prima dell’attracco.

Da Messina abbiamo trascorso un tratto di autostrada sulla costa nord dell’isola per deviare poi sulla ss 185, un tratto veramente molto bello e divertente che si lascia guidare piacevolmente.

Una prima sosta meritata la facciamo a Novara di Sicilia…e qui si inizia con il tripudio delle granite siciliane con brioche. Proseguiamo in direzione passo dei Mandrazzi per poi raggiungere Francavilla di Sicilia e dopo pochi km il parco fluviale delle Gole dell’Alcantara. Avevamo trovato un alloggio molto particolare, un glamping direttamente all’interno del parco. Tende nuove dotate di tutti i comfort, compreso l’aria condizionata e possibilità di girare una parte del Parco a qualsiasi ora senza limitazioni.

Non poteva mancare, a conclusione della bella giornata, una serata a Taormina, troppo, ma veramente troppo frequentata in questo periodo. Ci siamo rifugiati nella tranquillità di un simpatico ristorante un po’ a margine del corso principale.

 



TAPPA 3: Lago di Pozzillo-Leonforte-Etna

Abbiamo provato la colazione da “Vincenzino” a Francavilla di Sicilia.Una volta assaggiata la sua granita riuscirete difficilmente a farne a meno. E infatti siamo stati da lui a fare colazione per tutte le notti trascorse in questa zona.
Oggi siamo entrati nel cuore della Sicilia, nell’interno più autentico, precisamente verso il lago di Pozzillo. Un sacco di animali si trovano sulle rive di questo affascinante lago e ripreso da alcuni punti sembra di ritrovarsi proprio nella savana africana...ma senza i leoni!!
 
Proseguendo sulla SS121 raggiungiamo Leonforte dove andiamo a cercare l’antica Granfonte, una fontana monumentale in stile Barocco. Con le sue 24 cannelle ha un fascino tutto particolare anche per il contesto paesaggistico in cui si trova. Ma è inutile che tenti di descriverla, guardate le foto e giudicate da soli.
 
 Il percorso di rientro ci ha portato a ripercorrere le strade che da Segreta ci consentono di salire in un paesaggio lunare fino al rifugio Sapienza sull’Etna, da dove partono numerose escursioni per la visita ai crateri. La discesa invece è stata fatta sul versante orientale, quello di Zafferana Etnea, dove ormai da anni sostiamo per acquistare miele (che da queste parti lo chiamano anche “oro dell’Etna" )ed altri prodotti locali, nonché naturalmente per passare un po’ di tempo nella sua sempre piacevole piazza Umberto I.






 

TAPPA 4: Off-road per Castelmola, Savoca e Fondaco Parrino

 
 Una delle giornate forse più attese…un po’ di off nell’entroterra. Essendo mio nonno originario del piccolo paese di Graniti, con piacere quando capito in Sicilia ci faccio sempre un salto. Graniti è un piccolo paese, di quelli veramente caratteristici. Percorrere  le sue stradine (giuste per una dimensione di una moto in realtà più’ che per una macchina) mi fanno immedesimare in quella che era la “Graniti” di un tempo. Oggi le sue strade sono sapientemente affrescate con murales che richiamano scene di un tempo.
 
Insomma, uno di quei posti che si trovano lontano dalle rotte turistiche proposte nei cataloghi della Sicilia e forse proprio per questo da noi più apprezzate.
 
Da Graniti, scendendo verso la strada statale, ad un certo punto sulla sinistra si dirama una strada che attraversa il vecchio corso del fiume e si inerpica su per la montagna. Da quelle parti abbiamo ancora dei terreni incolti quindi fino ad un certo punto la strada è conosciuta. Talmente conosciuta che mi sono perso almeno 3 volte prima di ritrovare quei posti…Da quelle parti l’uva ed i suoi vitigni “campano” praticamente da soli…Dicono che  viene dato il rame 1 volta l’anno…mi vien da piangere…noi se la stagione non è delle peggiori facciamo almeno 4/5 trattamenti.
 
 Per non parlare della terra…l’origine vulcanica la impreziosisce molto.
 
 Dopo una breve sosta nelle “nostre terre”durante la quale abbiamo approfittato di far volare anche il drone, siamo ripartiti per proseguire la strada sterrata che da quello che avevo potuto apprendere ci avrebbe condotti praticamente fino a Castelmola.
 
Ed in effetti così è stato, ci siamo divertiti a saltellare su questa strada sterrata fino a rientrare sulla statale per Castelmola.
 
E’ stato divertente guidare per queste strade così polverose ed a tratti impegnative per poi raggiungere la cima della montagna e scollinare su un meraviglioso paesaggio con vista sulla costa.
 
 Il pomeriggio lo abbiamo poi dedicato alla visita di Savoca che sicuramente conosceranno o riconosceranno gli appassionati del film “Il Padrino”. Buona parte delle scene del film furono girate proprio qui, in particolare quelle iniziali al Bar Vitelli e quelle del matrimonio di Michael Corleone. Il Bar Vitelli esiste ancora e l’angolo dove furono girate quelle scene è rimasto lì, intatto, come al tempo delle riprese.
 
 Non ci confondiamo, oltre alla location, è stata buonissima anche la granita.
Era finalmente arrivato il momento dedicato al relax. Ci siamo trovati una bella spiaggia a scogli nei pressi di Fondaco Parrino. Vi garantisco che entrare in acqua, girarvi verso la “spiaggia” e godere di quel panorama non ha prezzo. 









 
 

TAPPA 5: Gole dell’Alcantara-Fornace Penna-Marzamemi-Scala dei Turchi

 La giornata di oggi, considerate le temperature ed il chilometraggio, è da considerarsi piuttosto impegnativa. Abbiamo deciso per una partenza molto presto per cercare di percorrere una buona parte dei chilometri con temperature accettabili.
 E’ bellissima la strada statale 194 che ci ha portato alla Fornace Penna nei pressi di Sampieri.
 Detta anche la “Mànnara”, la fornace Penna è stata più volte immortalata nella serie televisiva Montalbano ed è metà di molti appassionati. Si affaccia su una delle più belle spiagge di Scicli e nel passato produceva mattoni.
 Per il pranzo abbiamo optato per fermarsi a Marzamemi, paese di pescatori e soprattutto di tonnare.Nella sua piazza principale così caratteristica ci sono un sacco di ristoranti dove mangiare del buon tonno localissimo.
 Purtroppo per esigenze di tempo dobbiamo ripartire molto presto in direzione Agrigento. La strada è ancora molto lunga.
 Per la notte avevamo fissato un B&B proprio sulla spiaggia a 600/700 metri dalla Scala dei Turchi in località Realmonte a pochi km da Porto Empedocle.
 L’idea era stata infatti quella di fissare un posto del genere principalmente per due motivi. Il primo perché la sera, arrivati stanchi dopo una tappa importante, una location così ci avrebbe consentito di mollare le moto e farci un bagno appena dopo aver occupato il nostro alloggio.
 Il secondo perché la mattina successiva avremo potuto raggiungere la scala dei Turchi molto presto, con le luci della giornata favorevoli, a piedi direttamente dalla spiaggia. La nostra scelta, in questo caso veramente azzeccata e che ci sentiamo di consigliare è ricaduta sul B&B “Mammaliturchi”, gestito da una coppia che si da veramente da fare per far sentire a proprio agio i clienti e cucina divinamente.
Per “dopo cena” avevamo già fissato l’ingresso serale alla Valle dei Templi. Non ci eravamo mai stati, ma siamo quasi certi che meriti veramente l’ingresso serale rispetto a quello classico “giornaliero"; l’illuminazione del sito crea un’atmosfera del tutto particolare. Abbiamo avuto anche la fortuna che in quel periodo si tenesse il Festival del film e fra i tanti artisti abbiamo assistito all’intervento di Toni Sperandeo.









 

TAPPA 6: Scala dei Turchi-La Petra-Grotte della Gurfa-Corleone

La mattina di buon ora abbiamo ammirato, a spiaggia quasi completamente vuota, la famosa Scala dei Turchi. E qui mi concederò un momento di critica (penso sia doveroso anche questo da parte di un viaggiatore). Come sappiamo la Scala dei Turchi è diventata un’area posta sotto sequestro dall’autorità giudiziaria, vuoi per un motivo vuoi per un altro, questo poco ci interessa. Ecco, tenuto conto di questo dato oggettivo, trovo  assurdo che i “locali”, vantandosi pure di far parte dei consorzi di tutela della scala, ci invitino a superare tranquillamente le barriere apposte per andarsi a fare la fotografia sopra…Altra critica che mi sento di fare è riguardo alla spiaggia…Vi ricordate quando prima parlavo della spiaggia a Fondaco Parrino dove dal mare si godeva di una vista spettacolare? Bhè qui non è purtroppo proprio così…La vicinanza a porto Empedocle si fa notevolmente sentire da un punto di vista “paesaggistico”.


 
 
Dopo la nostra passeggiata mattutina in spiaggia facciamo i bagagli, carichiamo le moto e partiamo in direzione “La Petra” nei pressi di Grotte.
 Numerose le tombe a forno e i ritrovamenti archeologici che confermano l’esistenza di un villaggio preistorico.
 Anche se oggi non è possibile accedervi, all’interno si trova un fitto complesso di ambienti e gallerie su molteplici livelli che consentivano un pieno controllo del territorio circostante compreso le vie di comunicazione.


 
 
 
 
Proseguendo il nostro tragitto sulla SS 189 raggiungiamo le Grotte della Gurfa che si trovano nei pressi del Comune di Alia.
Differentemente da quello che si potrebbe pensare queste “grotte” non sono di origine naturale, ma sono state scavate con la forza dell’uomo. Quando entrerete all’interno vi renderete conto della maestosità di questa “opera rupestre”. Il mistero circa l’origine di questo complesso architettonico è ancora in attesa di essere svelato ed ancora oggi affascina studiosi e viaggiatori da ogni parte del mondo.
 Una particolarità che ci ha messo in evidenza il custode riguarda la stanza che si trova al piano primo, alla quale si accede dalla scala esterna. Se ci posizioniamo nell’angolo in alto a destra e parliamo noteremo come la particolare conformazione dell’ambiente amplifica e mette in evidenza i toni bassi della voce maschile, cosa che non accade con le voci femminili.
 Quel giorno faceva veramente molto caldo, il termometro ha toccato i 45°, ed i vari bevai che abbiamo trovato a bordo delle strade secondarie e più isolate ci hanno allietato di molto il viaggio.
 A Valledolmo ci fermiamo in un bar per riposarci un po’ e riprendiamo la strada dopo un’oretta circa.
 Dopo pochissimi chilometri su una curva, resa probabilmente scivolosa dal passaggio dei mezzi agricoli, purtroppo una delle nostre moto perde aderenza e scivola via come se fosse su olio.
 Risultato: nessuna conseguenza sul pilota, ma leva del freno anteriore spezzata a metà. Pensiamo di tornare al bar dove avevamo fatto la pausa pranzo per capire se in zona era possibile trovare un meccanico…o qualcosa di simile.
 Una persona del posto che era li beatamente a rilassarsi per fatti suoi evidentemente prende a cuore la nostra situazione e comincia a darsi da fare per noi, telefona a diverse persone, ma nessuna risposta è per lui soddisfacente. Dopo aver tentato di spiegarci dove poter andare a chiedere aiuto, decide di salire sul suo scooter e portarci direttamente lui. Giriamo due officine di riparazione trattori e macchine da giardinaggio, ma sfortunatamente nessuno si occupa di saldature.
Ci porta allora da una ditta che produce opere fabbrili. Qui troviamo il titolare, una persona veramente molto disponibile, appassionato di moto, che ci prende sotto la sua “ala protettrice” e in brevissimo tempo raddrizza la leva, la salda e la rimonta. Già che ci siamo gli facciamo rifare anche la filettatura di alloggiamento dello specchietto che nel frattempo aveva pensato bene di cedere.
 Ci offre il caffè e andiamo via con una stretta di mano e nient’altro…
 Vedi il bello del viaggio? Potremmo star qui a parlare un sacco di tempo di quanto sia bello un luogo, il suo mare, i suoi monumenti etc., ma quello che rimane di un’avventura sono questi episodi, sono le persone che incontriamo, i particolari momenti e le sensazioni che viviamo, sia questo posto dietro l’angolo o dall’altra parte del mondo.
 Tutto questo, descritto ovviamente con poche righe in questo racconto ci ha tolto circa 3 ore di viaggio, dobbiamo quindi accorciare la nostra tappa e dirigersi direttamente a Corleone.
 

TAPPA 7: Corleone-Poggioreale-Piana degli albanesi-Palermo

 
Ultimo giorno in Sicilia. Lasciamo Corleone per raggiungere i ruderi di Poggioreale, la città fantasma colpita dal sisma del 1968 che interessò tutta la valle del Belice. 
 
 
Nonostante il cartello di divieto di ingresso posto agli accessi degli antichi ruderi molte sono le persone che ogni anno visitano questo luogo così tragicamente particolare. Sono ancora ben evidenti alcuni edifici come al biblioteca, la scuola, la chiesa in quella che una volta era la piazza principale del paese.
Un sisma di intensità 6.1 avvenuto in una fredda notte di Gennaio distrusse completamente questa città insieme ad altre.
Il nostro itinerario di oggi ci accompagna poi in direzione di Palermo passando per Piana degli Albanesi, patria del cannolo siciliano.

 

Nell’ultimo tratto di percorso entriamo in autostrada per recarci sul luogo della strage di Capaci del 1992. Oggi vi sorge un monumento alle vittime ed il giardino della memoria. Mentre sullo sfondo, in alto sulla collina, sorge la casina bianca con la scritta “No Mafia” da dove fu fatto detonare l’ordigno. E’ possibile raggiungerla imboccando l’uscita di Capaci.









 
Alle 18.00 arriviamo in porto pronti per imbarcarci e tornare in quello che gli stessi Siciliani chiamano “il continente”.
 

TAPPA 8: Napoli-Campo Imperatore-Amatrice

 Una bellissima tappa in un posto che non avevamo mai visitato.Sbarcati a Napoli ci dirigiamo velocemente  verso Rocca Calascio e da lì Campo Imperatore dove la sosta pranzo si concentra sui tipici arrosticini locali. I punti di ristoro sono super attrezzati per poter cucinarli senza essersi portati dietro l’occorrente. Basta comprare la carne e cucinarla.

Ripartiamo subito dopo pranzo inconsapevoli che da lì a poco ci avrebbe atteso un temporale veramente impressionante. Ma ancora più impressionante è stato il nostro arrivo ad Amatrice. Eravamo stati qui pochi mesi prima del sisma…E’ stato veramente raccapricciante ricordarsi come era e per poco non riconoscere nemmeno il corso principale.






 

TAPPA  9-10-11: Amatrice-Braies-Passi Dolomitici-Grossglockner

Dopo una lunghissima tappa di trasferimento abbiamo raggiunto il Trentino Alto Adige. I giorni seguenti abbiamo curvato su tutti i passi più belli della zona, senza farci mancare un bel giro sul Grossglockner e una bella remata sul lago di Braies.








 


Commenti
Nessun commento...
Lascia un commento
Nickname:
Commento:
Riscrivi il codice che leggi: , qui: