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Capodanno Tunisino
• Dal 28/12/2013 al 06/01/2014
Itinerario:
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Tot. Km percorsi:


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28.12.2013-29.12.2013: Tunisi

La partenza dal porto di Genova non è delle più promettenti, causa condizioni meteo avverse la nave è costretta a rimandare la partenza alla sera alle h.21.00. La traversata risulta tranquilla ed alle 15.00  il traghetto attracca al porto di Tunisi, la Goulette. 

Una volta superata la dogana ci dirigiamo all’albergo situato a La Marsa, zona periferica di Tunisi.

 

 

30.12.2013: Tunisi-Gafsa 386 km

Il primo giorno in Tunisia è stato emotivamente molto forte e ci p servito per ambientarci e capire le usanze. 

Per arrivare a Gafsa abbiamo percorso l’autostrada che passa per Kairouan e la provinciale P3. L’autostrada è a pedaggio e bisogna fare molta attenzione ai controlli della velocità ed al transito di carretti trainati da asini.

Lungo la strada attraversiamo diversi paesini dove si percepisce a pieno la povertà in cui vive il popolo ed anche l’estrema gentilezza e solarità delle persone che salutano i turisti e rimangono affascinati dalle moto. Ai lati della carreggiata sono presenti le “fumarole”, posti in cui è possibile mangiare carne di agnello alla griglia. La carne è di sicura freschissima perché, non avendo frigoriferi, gli animali vengano uccisi nell’immediato e cucinati.  

A 260 km da Tunisi troviamo una deviazione di circa 20km per visitare Sbeitla, cittadina che ospita le rovine della città romana Sufetula. Abbiamo visitato il sito archeologico accompagnati da una pittoresca guida del posto. Il sito è ben conservato e sono presenti le rovine di templi, terme romane, arco trionfale e porta di Antonino che costituisce l’ingresso al foro.   





 

 

31.12.2013: Gafsa-Tozeur 

Decidiamo di non percorrere la statale per arrivare a Tozeur ma di fare un percorso alternativo per visitare le oasi di montagna al confine con l’Algeria e di affrontare la famosa pista Rommel.

Trovare l’attacco della pista non è stato facile, giunti nella città di Redeyef chiediamo alla gente del posto che ci indica di entrare nella discarica della città dove troveremo l’inizio della pista originale. Lunga circa 16km fu fatta costruire durante la seconda guerra mondiale dal generale Erwin Rommel per poter sfuggire all’accerchiamento delle forze alleate scavalcando le montagne. Il percorso si snoda quasi completamente in quota e rivela paesaggi mozzafiato ed una vista del Chott molto suggestiva. E’ in parte sterrata ed in parte costituita da lastroni di cemento, in alcuni il fondo è dissestato e la montagna è franata depositando sassi in mezzo alla pista. Al termine ci troviamo immersi nel deserto roccioso, una piccola moschea bianca sulla destra ed un branco di cammelli che transitano. 



                                                                                                                                       

Ci è piaciuta talmente tanto che decidiamo di ripercorrerla anche nel senso contrario e torniamo sulla C201 che ci porta alle oasi di montagna.

Mides, Tamerza e Chebika sono oasi situate al confine con l’Algeria. A Mides abbiamo visitato il villaggio ormai semi distrutto che sorge ai lati del canyon.

Chebika è situata in una stretta gola profonda tra montagne rocciose. Attraverso sentieri tortuosi visitiamo l’antico villaggio, abbandonato negli anni ’60 in seguito ad un’alluvione, e la cascata di acqua che forma dei piccoli laghetti.

Tramite la provinciale P16 giungiamo a Tozeur. Da segnalare che questa strada era in manutenzione e quindi erano presenti tratti sterrati e sabbiosi.

L’ultimo dell’anno lo passiamo nella bellissima oasi di Tozeur ai margini del deserto del Sahara. L’oasi è ricca di palmeti ed è una delle principali fonti di produzione di datteri. Nel tardo pomeriggio visitiamo la medina vecchia accompagnati da una guida del posto.




 

 

01.01.2014: Tozeur-Douz 204 km

Seguendo la P16 attraversiamo il lago salato Chott-el-Jerid. Il lago è composto da un agglomerato di cristalli di sale poggiato su un fondo sabbioso ed argilloso. Pochi giorno prima era piovuto così il fondo non era perfettamente solido ma comunque praticabile per un emozionante giro con la moto. Vicino alla strada asfaltata che lo attraversa c’è il relitto di un autobus di turisti che affondò e rimase arenato. Il tempo di alcune foto e poi proseguiamo la strada per Douz.

Prima di giungere a Douz ci fermiamo a visitare il paese di El Faouar per un assaggio di deserto.



                                                

 

 

02.01.2014: Douz-Ksar Ghilane 150 km

Il percorso della giornata si snoda interamente all’interno del deserto. Percorrendo la C104 arriviamo fino all’incrocio con la C211 e ci fermiamo al Caffè Jilili. E’ una piccola capanna dove una signora accogliente con i suoi due figli ed il marito offrono tè e biscotti. Da qui si continua sulla C211 e raggiungiamo l’ultimo “bar nel deserto” dove è obbligatorio assaggiare il famoso panino con tonno ed harissa. 

Questa strada costeggia la “pipeline”, un gasdotto che posta il gas dall’Algeria fino in Sicilia. 

L’entrata all’oasi di Ksar Ghilane è a dir poco spettacolare, un tratto di fuoristrada misto sabbia porta all’interno del palmeto ed all’improvviso la terra riprende vita con le palme e lo specchio d’acqua calda. 

Nel pomeriggio decidiamo di avventurarci nel deserto fuori dall’oasi con i quad ( ed una guida) ed arriviamo ad un antico fortino romano usato anche successivamente dalla legione straniera. 

Molto più suggestiva però è stata la passeggiata tra le dune al tramonto con i cammelli.

La notte la passiamo in una tenda berbera nel campeggio. L’escursione termica è molto elevata ed è incredibile come si passi dai 20°C pomeridiani ai -3°C notturni.

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 03.01.2014: Ksar Ghilane-Tataouine 371 km

La giornata inizia con il sole e ci prepariamo ad affrontare i chilometri che ci aspettano. Tramite la C107 arriviamo a Matmata. Poco prima di entrare nel paese veniamo fermati da una signora con un bambino che ci invita a visitare la sua casa berbera. Mentre la donna ci preparava il tè al rosmarino ed il pane con l’olio, il bimbo ci ha accompagnato in una sorta di visita guidata per tutta la casa. Le abitazioni berbere sono scavate sotto il terreno e si snodano al loro interno in una serie di stanze che rimangono fresche d’estate e calde d’inverno.



Proseguiamo il nostro itinerario arrivando a Chenini, villaggio troglodita berbero. In passato era un granaio fortificato detto Ksar, ma adesso la maggior parte dei muri sono crollati ed è diventata una meta molto turistica. Nelle vicinanze è situata la Moschea dei Sette Dormienti ed il cimitero berbero. La leggenda racconta che sette cristiani, per sfuggire alla persecuzione dei romani, trovarono riparo in una grotta vicina e si addormentarono per 400 anni. Durante questo periodo diventarono sempre più grandi raggiungendo i 4 metri di altezza. Quando si svegliarono trovarono che la religione dell’islam era l’unica professata, così cambiarono fede e si guadagnarono il paradiso.

Terminata la visita a Chenini proseguiamo per lo Ksar Ouled Soltane, famoso scenario di film come “Il paziente inglese” e “Star Wars”. In origine era un granaio fortificato all’interno del quale venivano depositati i raccolti di grano, olio e datteri di tutto il paese. Quando il villaggio veniva attaccato dai predoni, gli abitanti si rifugiavano all’interno del granaio ed avevano scorte sufficienti per sopravvivere.


 



  

 

 

04.01.2014: Tataouine-Kairouan 358 km

Tramite l’autostrada A1 raggiungiamo Kairouan.

Kairouan è la quarta città santa islamica dopo la Mecca, la Medina e Gerusalemme, e meta di molti pellegrinaggi. Vi è situata la più antica moschea, visitabile dalle h8,00 alle h14,00. Secondo i fedeli il pozzo Bir Berouta situato all’interno della città è collegato alla sorgente sacra Zem Zem della Mecca, e chiunque beva la sua acqua tornerà un giorno a Kairouan.

Il mercato nella città vecchia è un’esplosione di colori ed odori e snoda tramite strette stradine ricche di negozi che vendono scarpe, stoffe, ceramiche e spezie.

Fuori dalla porta principale, nella città nuova, è situato il mercato ortofrutticolo con banchi di verdura, frutta e datteri.







 

 

05.01.2014: Kairouan-Tunisi 174 km

Il giorno della partenza è ormai arrivato e tramite l’autostrada A1 giungiamo a Tunisi. L’ultima visita la facciamo alla cittadina di Sidi Bou Said a nord di Tunisi. Il paese è costituito da case bianche con porte e finestre blu. Approfittiamo del tempo rimasto per prendere l’ultimo tè alla menta nel bar più antico del paese, il “Cafè delle stuoie”. All’interno ci sediamo su muretti su cui sono adagiate delle stuoie e ci immergiamo nelle tradizioni e nell’atmosfera tunisina.

Alle h.14,00  torniamo al porto di Tunisi La Goulette e superimo la dogana senza problemi mettendoci in coda per l’imbarco. 

L’esperienza Tunisina è arrivata alla fine e ci prepariamo a tornare a casa ricchi di esperienze nuove e racconti fantastici.





 



 


Commenti
54545454
26/07/2014 16:40
ciao carissimi gianluca ed elena, come state? sono giorgio scavino (e valerio) ricordate caponord 2012? complimenti per il vs. bellissimo sito, vi seguo sempre con affetto, state ripercorrendo i viaggi dei miei ormai passati trentanni! cari saluti.
Ontheroadexperience
26/07/2014 19:52
Ciao, certo che ci ricordiamo. Ti ringraziamo per i complimenti!ci fa piacere che ci seguiate...A Dicembre abbiamo in programma di tornarci in Tunisia...se ti interessa vi teniamo aggiornati!!!!!!!A presto.
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