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Normandia e Bretagna
• Dal 30/07/2011 al 11/08/2011
Itinerario:
Mostra la mappa dell'itinerario completo | Firenze,italia » lione,francia » tracy sur mer,francia » dinan,francia » bohal,francia » macon,francia » passo del gran s.bernardo,svizzera » firenze,italia
Tot. Km percorsi: 5200


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Documenti scaricabili:


I preparativi:

 

L’idea di un viaggio in Normandia era già da tempo che si affacciava nei nostri pensieri…certo forse non in moto…

Ma quale migliore occasione per provare una moto prettamente turistica come la BMW R1200 RT?

Cominciano i preparativi, l’acquisto e la lettura delle guide, la ricerca di più informazioni possibili da internet.

Per quanto riguarda le guide ci siamo orientati su una Michelin ed una Touring, ma dopo che Niccolò e Letizia ci han fatto conoscere ed apprezzare la Routard (fondamentale soprattutto per individuare ristoranti, brasserie ecc), sicuramente la consigliamo unitamente ad una delle due sopracitate (a mio avviso da preferire la Michelin).

Da tutte le fonti si evince una sola certezza: Paesaggi mozzafiato e tanta pioggia da mettere in programma…

L’idea iniziale prevedeva un tour in Normandia e in particolare nelle zone dello sbarco, per poi fare rotta verso Norimberga e percorrere la Romantiche Strasse rientrando dalla Svizzera.

Su consiglio di alcuni amici che già erano stati in quelle zone abbiamo alla fine deciso di modificare le nostre rotte, eliminando la Romantiche Strasse, ed introducendo invece la vicina Bretagna garantendoci panorami ancor più spettacolari di quelli normanni.

Per gli alloggi, oltre a booking abbiamo orientato la nostra scelta sui B&B suggeriti dal sito www.gitesdesfrances.com. Si è rilevata essere una scelta azzeccata quella di prenotare anticipatamente gli alloggi. Questo ci ha permesso di sfruttare più tempo per la visita delle attrattive, evitando di perderne nel cercare alloggio.

Un paio di incontri-briefing con i nostri compagni di viaggio, Niccolò e Letizia, ed il grande giorno si avvicina…

 

 

 

1°giorno-30/07/2011: Firenze-Lione 750 km

 

Il giorno della partenza si sa, è sempre il momento più emozionante…Si riesce finalmente a salire in sella dopo giorni e giorni di pianificazioni e preparativi.

Sveglia ore 6:00 del mattino. Appuntamento con Niccolò e Letizia in autogrill a Barberino del Mugello ore 7,30.

Da qui abbiamo proseguito sulla A1 fino a Piacenza e poi deviato sulla Torino-Brescia direzione Torino-Frejus.

Alla “modica” cifra di Euro 25,00 abbiamo attraversato il Traforo per poter arrivare più velocemente in Francia.

Usciti dal traforo il paesaggio montano comincia a farsi sentire con le sue temperature gradevolmente fresche.

Decidiamo di fare una piccola deviazione verso “Albertville”, visto anche l’approssimarsi dell’ora di pranzo. A dimostrazione delle Olimpiadi invernali che qui si sono svolte nel 1992, i cerchi olimpici all’uscita del casello autostradale.

Dopo pranzo siamo ripartiti in direzione Lione, dove siamo arrivati alle 17,00 circa.

Essendo la zona di Lione soltanto un passaggio intermedio per noi, abbiamo scelto un hotel in periferia che ci consentisse la mattina seguente di uscire velocemente dalla città.

Dopo elegante cena da McDonald piacevole chiacchierata serale ai tavolini del bar con cartina alla mano per pianificare bene il percorso del giorno successivo.

Abbiamo infatti cercato di individuare una strada alternativa (almeno in parte) all’autostrada.

 

 

 

2°giorno-31/07/2011: Lione-Tracy Sur mer 850 km

 

Il secondo giorno ci attendeva altra tappona di trasferimento. Vista la pianificazione della serata precedente, iniziamo il percorso su una strada extraurbana veramente magnifica, immersa nella campagna francese e costeggiante la Loira. Siamo rientrati in autostrada nei pressi di Tours.

Trovato il nostro alloggio, questa volta uno splendido B&B all’interno di una fattoria, scaricate le moto e sistemati i bagagli, ci siamo recati nella vicina cittadina di Arromanches.

Arromanches è stata la nostra prima visita ai luoghi dello sbarco.

Impressionanti ed ancora ben visibili le opere realizzate dall’esercito Americano nel 1944 per la costruzione del porto artificiale.

Infatti Arromanches venne espugnata rapidamente e scelta come base militare per scaricare esercito e mezzi di ogni genere. Stasera cena a base di ostriche e calvados in una brasserie locale.

 






 

3°giorno-01/08/2011: Stazione di tiro del Vallo Atlantico (Ouistrheam), Omaha Beach, Batteria di Azeville, Longues Sur mer. Utha Beach, Colleville Sur Mer – 250 Km.

 

Veramente troppe sarebbero le pagine necessarie per raccontare questa giornata.

La Normandia è cosparsa di musei e di siti monotematici da visitare. Si contano una quarantina di musei sullo sbarco. Il lavoro preparatorio di Elena è stato fondamentale nell’individuare i luoghi di maggior interesse. Sicuramente hanno aiutato i diari come questi di altri viaggiatori, le ricerche su internet sono state davvero molte. Ai luoghi prescelti ne sono poi stati aggiunti altri “in corso d’opera”.

Cercherò di seguito di elencare e descrivere brevemente quelli che ai nostri occhi sono stati i posti meritevoli di nota.

1) Stazione di tiro del Vallo Atlantico:

Il Grand Bunker era una stazione di direzione del tiro del Vallo Atlantico, alto 5 piani è stato restaurato per ridonargli l’aspetto che aveva il 6 Giugno del 1944.

All’interno del museo sono state ricreate le stanze nelle quali i soldati tedeschi di fatto vivevano le loro giornate. Molti erano i luoghi di “vita comune” dalla cucine, alle sale pranzo, alle camerate, ai centri di comunicazione ecc.

Un museo unico nel suo genere.


 

2) Omaha Beach:

Certo, non ci aspettavamo di trovare i mezzi da sbarco sulla spiaggia o i soldati che avanzavano, ma sicuramente non ci aspettavamo che la spiaggia teatro di uno dei più sanguinosi scontri del D-day fosse stata trasformata in una “Viareggio dei giorni nostri”.

Sicuramente merita una visita sapendo cosa è avvenuto, ma non fosse per questo…




 

3) Batteria di Azeville:

Questa batteria fu una delle prime costruzioni del Vallo Atlantico. Una comoda audioguida permette di intraprendere un percorso che cerca di dare una visione reale di ciò che poteva essere la vita quotidiana di 170 uomini all’interno di queste mura.

Vengono illustrate le severe norme comportamentali, i metodi di approvvigionamento dell’acqua, gli “svaghi disponibili”.

La batteria in questione non subì gravi bombardamenti e fu conquistata dalle forze di terra.


 

4) Le Batterie di Longues Sur mer:

Fanno parte del sistema di difesa tedesco, composte da 4 bunker all’interno dei quali sono tutt’oggi presenti armi pesanti.



5) Colleville Sur Mer:

Il cimitero Americano raccoglie le salme di circa 4900 caduti. Di grande effetto i cartelloni all’interno della struttura che ricordano la COMPETENZA, IL SACRIFICIO E L’ONORE di questi uomini, nonché una galleria chiamata la “Galleria del sacrificio” all’interno della quale vengono continuamente ripetuti i nomi dei caduti.

Durante il percorso della mostra sono presenti le fotografie dei 4 soldati fratelli che hanno ispirato la storia di “Salvate il soldato Ryan”, le quali scene iniziali e finali sono state qui girate.

L’immensità di questo luogo e la presenza delle croci di 4900 caduti ha reso veramente l’impressione dell’immensità delle tragedie che si sono consumate.




 

6) Pointe du Hoc:

Conquistata dal 2°Battaglione Ranger statunitense, questa scogliera rappresenta un luogo strategico nel quale i tedeschi installarono molte armi pesanti da tiro.





7) St. Mére Elise:

Non si può certo tralasciare il punto in cui iniziò il vero e proprio sbarco in Normandia.

Nella notte del 6 Giugno del 1944 le divisioni dei paracadutisti americani si lanciarono nei cieli di St.Mére Elise e la cittadina fu immediatamente liberata. Uno sfortunato di questi ragazzi, John Steele, rimase appeso ad una guglia della chiesetta del paese fingendosi morto per diverso tempo, finchè fu liberato.

Oggi, a ricordare questo evento, la presenza di un manichino con tanto di paracadute appeso alla guglia, a detta dei locali il manichino più fotografato del mondo.

 

La quantità di luoghi visitati ci ha fatto dimenticare lo scorrere del tempo. Purtroppo questo ci ha permesso di scoprire che in Normandia si mangia presto, ed i ristoranti già dalle 20,15 non accettano altri ospiti.

Fortunatamente qualcuno ancora disposto ad accogliere quattro poveri pellegrini siamo riusciti a trovarlo.

 

4°giorno-02/08/2011: Le Falesie di Etrétat – 350 Km.

 

            Le Falesie di Etretat, un fantastico panorama che affaccia sulle bianche falesie è tutto ciò che effettivamente ci aspettavamo di trovare.

Un sentiero consente di raggiungere l’alto delle Falesie in una ventina di minuti di cammino.

Uno scenario talmente splendido da invogliare Claude Monet ad immortalarlo nelle sue opere.

Un suggerimento che possiamo dare è quello di pranzare a sacco una volta raggiunta la cima e di dedicare un po’ di tempo da passare sui magnifici prati.

Sicuramente, prima di lasciare questo paese suggeriamo di recarsi sulla scogliera opposta (dove è ben visibile la cappella di Notre-Dame de la Garde). Da qui si possono scattare magnifiche fotografie.



 

5°giorno-03/08/2011: Da Tracy Sur Mer a Dinan – 350 Km.

 

Giornata di trasferimento per raggiungere Dinan, posizione strategica per iniziare a visitare la Bretagna.

Durante il trasferimento è d’obbligo la visita (anche solo dall’esterno) dei castelli di Fougéres e di Vitré.

 

6°giorno-04/08/2011: Cap Frehel, Fort La Latte, Cancale – 180 Km.

 

            La giornata è stata accompagnata da pioggia. La direzione prevista erano i fari ed i forti della costa bretone.

La prima tappa, Cap Fréhel, è stata per tutti noi una sorpresa inaspettata. Il clima, nebbioso e piovigginoso, ha reso la nostra visita a Cap Fréhel forse più affascinante di quanto sarebbe stata con un tempo soleggiato.

Le scogliere di questo paradiso erano abitate da centinaia e centinaia di gabbiani.

Ci siamo poi diretti verso Fort La Latte, un meraviglioso castello del 13°secolo realizzato in ardesia rosa e che sorge su uno sperone di roccia a picco sul mare.

Munito di ben due ponti levatoi, al suo interno anche una cappella ed una cisterna d’acqua.

Essendo, come già detto, una giornata piovosa, abbiamo commesso l’errore di lasciare indossate le tute antipioggia, non sapendo che dal parcheggio alla fortezza ci sarebbero stati una buona ventina di minuti a piedi, ma soprattutto non prevedendo che da li a poco si sarebbe riaffacciato il sole…

Vi potrete immaginare la fatica…

Consigliamo quindi di visitare la struttura il più liberi possibile da caschi e abbigliamento da moto.

Ultima tappa della giornata è stata la patria delle ostriche: Cancale.

La cittadina, resa famosa in tutto il mondo dalla vendita di questi molluschi, mostra vanitosa i suoi infiniti allevamenti.

Molti sono i ristorantini sul lungo mare che offrono i pregiati molluschi, il nostro consiglio però è quello di degustarli innanzitutto in uno dei “baracchini” al termine del paese, proprio sopra gli allevamenti . I venditori attrezzati di appositi piatti in plastica per le ostriche offrono queste prelibatezze condite soltanto con del limone ed invitano a gettarne i gusci giù dalla scogliera.









 

7°giorno-05/08/2011: M.te San Michel- St.Malò – 200 Km.

 

Anche oggi la pioggia è stata protagonista. Siamo arrivati sotto un cielo battente di pioggia a Mont. St.Michel. Molte le indicazioni alle quali porre attenzione nel parcheggiare le moto o le auto vista la situazione delle maree nella zona. E’ comunque possibile chiedere informazioni al personale in loco.

Il posto, una magnifica visione dall’esterno, ha un po’ deluso al suo interno. Purtroppo siamo capitati in una giornata strapiena di turisti ed è stato davvero difficile aggirarsi per le sue strette vie.

Piacevolissima invece la passeggiata sulla baia con la bassa marea. Segnali di pericolo avvisano di prestare attenzione agli orari e ricordano che mediamente una persona ogni anno perde la vita a causa dell’accerchiamento procurato dalle maree.

Risaliti in sella abbiamo proseguito per St. Malò, famosa città dei corsari.

Forse più interessante della visita alla città, è la passeggiata sui bastioni (veramente da non perdere).

Pensando da diversi giorni ad una bella cena di pesce, siamo tornati in uno dei ristoranti di Cancale consigliati dalla Routard.

Splendidi piatti a base di granseole, ostriche, gamberoni, gamberetti e paguri.

 

8°giorno-06/08/2011: Dinan-Pont Croix– 300 Km.

 

Giornata di trasferimento e ricerca del nuovo alloggio. Pioggia incessante per oltre tre ore durante il percorso autostradale.

 

9°giorno-07/08/2011: Pont Croix–Bohal 200 Km.

 

Questa giornata è iniziata con la visita di Pont du Raz (molto turistico, ma veramente carico di fascino con i suoi fari in mezzo al mare sommersi dalle onde) e Pont Du Van (sicuramente meno turistico e più “selvaggio”, anche se da qui è preclusa la vista dei fari dalle scogliere). Nonostante la mattinata accompagnata dal sole, il pomeriggio, durante il trasferimento verso Bohal, ancora una volta la pioggia ci ha accompagnato. Grazie al cielo tute e stivali hanno svolto egregiamente il loro lavoro, invece dai guanti, nonostante fossero in Gore Tex l’acqua è riuscita a penetrare. Hanno aiutato le manopole riscaldate.

Giunti al nuovo B&B, fra l’altro un mulino di antica costruzione veramente magnifico, nessuno ad attenderci per la consegna delle chiavi della stanza. E’ stato sufficiente telefonare ai numeri di riferimento per avvertire del nostro arrivo i proprietari.

Normalmente, e consigliamo di chiedere informazioni in fase di prenotazione, i B&B offrono anche la possibilità di cenare in loco, purchè siano avvertiti perlomeno la mattina per la sera.

Dopo i tremendi acquazzoni presi per strada l’idea di riprendere la moto sinceramente ci preoccupava molto, purtroppo però l’ora di arrivo al B&B era troppo tarda per consentirci di restare a cena.

Il gentile proprietario, evidentemente mosso a compassione, ci ha proposto di accompagnarci e di venire a riprenderci in macchina in un locale vicino.

Ovviamente abbiamo accettato volentieri la proposta.



 

10°giorno-08/08/2011: Carnac, penisola del Quiberon, Auray, Castello di Josselin– 250 Km.

 

Finalmente un po’ di sole accompagna questa giornata. Visita agli allineamenti di Menhir e Dolmen di Carnac. Enormi distese di questi monumenti si allungano in immensi prati. In occasione di questa visita consigliamo sicuramente la visita agli allineamenti di Kermario ed al tumulo di Kerkado. A quest’ultimo è consentito l’accesso tramite uno stretto cunicolo che porta alla camera sepolcrale, all’interno della quale sono ben visibili sulle pareti raffigurazioni di asce, punte ecc.

Da qui siamo ripartiti in direzione Quiberon famoso per la produzione delle sardine.

La strada che collega alla penisola del Quiberon è veramente impressionante, il suo punto più stretto, in larghezza misurerà 300-400 metri, una lingua di terra in mezzo al mare.

            Dopo un buon pranzo a base di sardine siamo ripartiti questa volta con meta la cittadina di Auray. Questa rappresentava rifugio per le imbarcazioni nei momenti di tempesta oceanica. Assolutamente da fare una passeggiata lungo il porto.

            Volgendo la giornata al termine ci siamo diretti verso la nostra ultima meta: il castello di Josselin, famoso per i suoi alti torrioni cilindrici.

E’ consentito l’accesso con guida fino alle 17,15 circa in quanto alle ore 18 il castello chiude i battenti. Purtroppo questo piccolo particolare non ci ha consentito di effettuare la visita all’interno della mura.

La serata si è conclusa con cena presso il nostro B&B in simpatica compagnia di una giovane coppia con figli originari della Scozia. Non è mancata da parte nostra la richiesta di informazioni relative a questa località, già pensiero di un nostro prossimo Tour…chissà…

Non avendo necessità questa sera di mettersi alla guida ci siamo potuti permettere delle gradevoli degustazioni di liquori locali…peccato che per tornare in camera ci aspettava una ripida scala…

 

10°giorno-09/08/2011: Bohal –  Macon 750 Km.

 

Questa giornata è stata dedicata ad una prima tappa di riavvicinamento all’Italia ed alla sostituzione della lampada del faro anteriore sinistro..

 

11°giorno-10/08/2011: Macon – P.sso del Gran S.Bernardo– 280 Km.

 

Dopo la noiosa giornata di trasferimento autostradale del giorno precedente abbiamo pensato di rendere più divertente la seconda tappa di rientro. Si parte in direzione Svizzera e dopo aver costeggiato il lago di Losanna ci siamo diretti verso il passo del Gran San Bernardo. Estremamente divertente la salita al passo, anche con moto carica.

Per la giornata odierna era previsto il soggiorno al Passo presso l’Hotel Italia (quest’ultimo era stato fissato il giorno precedente in quanto volevamo verificare l’andamento meteorologico).

Breve passeggiata intorno al lago e cena in Hotel.

Per il dopo cena niente di meglio che sbizzarrirsi a  fotografare l’approssimarsi delle tonalità della notte sulla cima della montagna.

Uno spettacolo unico…

 

 

12°giorno-11/08/2011: P.sso del Gran S.Bernardo – Firenze 600 Km.

 

Ultima giornata dedicata al rientro. Arrivati a Milano, piccola deviazione per un saluto ai parenti residenti a Como e rientro in serata a Firenze.

Mentre i Km di rientro scorrono sotto le ruote, la memoria cerca di riorganizzare razionalmente le idee su tutto quanto visto. La frenesia e le emozioni vissute in questi giorni hanno creato davvero una piacevole confusione nelle nostre menti.

Il tour ha sicuramente soddisfatto le nostre aspettative, torniamo a casa carichi di belle esperienze e ricordi.

I viaggi, ma soprattutto quelli in moto sono così: mentre si rientra si pensa già a dove poter puntare il prossimo dito sulla cartina…



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